Gli effetti dell’olio emulsionabile sulla salute dell’operatore. Come abbattere drasticamente il rischio che stai correndo.

By | 16 febbraio 2020

Ciao, se stai leggendo questo articolo, probabilmente fai parte del settore meccanico ed hai a che fare quotidianamente con truciolo e centri di lavoro.

Vorrei che ora ti ponessi una domanda. Una domanda a te stesso. Una domanda alla quale dovrai rispondere con la massima onestà.

Quanto ci tieni alla tua salute?

Nel caso la risposta sia “molto”, allora troverai decisamente interessante questo articolo, viceversa ti invito a chiudere immediatamente questo blog.

Se le sigarette, i superalcolici ed il cibo spazzatura scandiscono le tue giornate, non ho nulla di interessante od utile per te. 

Viceversa, se decidi di proseguire la lettura, troverai senz’altro degli spunti molto interessanti.

Cominciamo:

Hai mai sentito parlare di IPA ?

Che cosa sono:

Gli idrocarburi aromatici policiclici (IPA) sono un ampio gruppo di composti organici, per lo più
non volatili, che nell’aria indoor si trovano in parte in fase di vapore e in parte adsorbiti su particolato. Le sorgenti principali sono le fonti di combustione, quali caldaie a cherosene, camini a legna e
il fumo di sigaretta. Importati emissioni di IPA si hanno in occasione di cottura di cibi alla griglia.

Alti livelli di IPA si riscontrano anche all’interno delle officine meccaniche nelle quali vengono impiegati oli emulsionabili o interi di derivazione minerale.

Le molecole del petrolio infatti, si nebulizzano finemente nell’aria, e finiscono nei tuoi polmoni.

Questo avviene ancora più pesantemente quando vengono utilizzati oli interi.

Pensa in cronico, quanto possa essere devastante per il tuo apparato respiratorio.

Quello stesso unto che trovi sulle macchine utensili, finirà direttamente nei tuoi alveoli polmonari.

Fantastico vero?

Effetti sulla salute:

Gli IPA sono un gruppo di sostanze tra le quali diverse sono risultate dotate di attività cancerogena/
mutagena. In particolare possono provocare tumori cutanei per contatto e tumori polmonari per
via respiratoria. Essendo una classe di composti contenenti agenti cancerogeni si raccomanda di
mantenere il livello di concentrazione il più basso possibile.

Fonte > SALUTE.GOV

Misure per ridurre l’esposizione

-Dotare stufe, camini e grill di adeguate prese d’aria per una buona combustione.
-Mantenere una adeguata ventilazione dei luoghi dove vi sono in uso stufe, camini e grill.
-Assicurare un buon funzionamento ed un regolare controllo delle cappe.
-Se possibile, installare un sistema di ventilazione meccanica per ricambiare l’aria.
-Eliminare il fumo negli ambienti confinati.

E in azienda?

 

Nelle aziende, esistono impianti di filtrazione sia sulle singole postazioni che impianti centralizzati.

Ma sono sufficienti?

Nì, in quanto anche ammesso che l’impianto funzioni alla perfezione e venga fatta una manutenzione impeccabile, non è in grado di neutralizzare completamente la componente di rischio.

Specialmente nelle tornerie automatiche (produzione minuteria metallica) i fumi che si respirano all’interno dell’azienda sono rilevanti, considerato che a terra si può assistere ad un vero e proprio fenomeno di pattinamento.

Tutto si ricopre di un sottile film oleoso…che occorre controllare con polveri assorbenti, tappetini ecc. (non segatura), sul perchè ne ho già parlato in QUESTO ARTICOLO.

Non sembra un bel quadro quello che ti ho descritto vero?

Ebbene esiste una soluzione:

Ne ho già parlato quì : LEGGI ARTICOLO

Alcune persone sono abbastanza reticenti rispetto a questo tipo di prodotti di nuova generazione, ma ti assicuro che rispetto al 2005 (anno in cui furono fatti i primi esperimenti sulle nuove basi vegetali) sono stati fatti passi da gigante e al momento la tecnologia non solo è matura, ma è anche superiore rispetto alla tradizionale.

I fornitori di olio emulsionabile tradizionale, propongono prodotti “già conosciuti” perchè più facili da vendere ed apparentemente più economici… trascurando il servizio di analisi, l’assistenza, le domande fondamentali da porre prima di suggerire un determinato prodotto, e soprattutto l’analisi complessiva dei costi (saving).

Ma se esiste una soluzione, come mai nessuno la adotta, o comunque solo in minima parte?

Ebbene quì voglio fare una riflessione.

Dipende tutto da chi sceglie l’acquisto del prodotto da utilizzare. Se quest’ultimo (come spesso accade nelle PMI italiane) è lo stesso che respira il prodotto perchè il titolare lavora a gomito a gomito con il dipendente ti assicuro che ascolterà volentieri queste argomentazioni. Se invece, l’ufficio acquisti, cala dall’alto la “decisione” come sentenza definitiva, e scollegata dalle logiche della produzione….beh quì sai già che la situazione difficilmente potrà cambiare. Perchè in fin dei conti loro non hanno problemi, perchè i fumi tossici sono respirati da chi sta in reparto. (In barba all’altruismo!).

I dati microbiologici ottenuti con campionamenti attivi e passivi “evidenziano come, all’interno delle aziende, la presenza di olio da taglio produca un significativo aumento dell’inquinamento microbico totale”.
In particolare si è evidenziato che nel “67% dei dati analizzati, in presenza di macchine che utilizzano olio da taglio, la carica microbica totale è significativamente superiore a quanto rilevato negli uffici”. In particolare anche la “carica fungina media nella zona macchine con oli risulta essere maggiore nella zona macchine con oli rispetto agli altri siti all’interno degli opifici”.
Anche i “campionamenti passivi evidenziano un maggior inquinamento microbico nella zona produttiva delle aziende: le cariche microbiche totali nelle zone macchine con olio e senza olio superano infatti il valore soglia IMA”(indice microbiologico dell’aria), mentre negli uffici tale valore non viene mai superato.

FONTE > articolo PUNTOSICURO

Questo è un importantissimo conflitto di interessi. Se chi sceglie un prodotto che può avere un impatto sulla tua salute ha come unico scopo quello di risparmiare, come è possibile “convincere” quelle persone a cambiare rotta?

Come posso fare allora a cambiare prodotto se chi decide guarda solamente al prezzo?

Ma siamo sicuri che chi valuta il fattore economico tenga conto anche dei costi indiretti della scelta di un prodotto “economico”?

Parlo di costi reali e concreti.

Perché, anche ammesso che si voglia valutare solamente questo parametro, i costi indiretti legati ad un prodotto di bassa qualità sono alti. Quando costa lo smaltimento precoce di una emulsione che si imputridisce ? (0,60 cent al LT se va bene).

Prendendo ad esempio un’officina di piccole dimensioni con 3 macchinari (con 300 lt di emulsione per vasca)… si spenderebbero solamente 600 € per smaltire l’emulsione +  circa 150 € per il ritiro e trasporto. Questo ammesso che il problema si verifichi solamente una volta all’anno.

Quanto costa il consumo “esagerato” degli utensili causato da un’emulsione scarsa ?

Un’officina di “medie dimensioni” spende circa 7000 € all’anno di utensili. Potresti risparmiarne almeno il 50% con un prodotto di qualità.

3500 € all’anno!

 

 

Quanto costa il rabbocco fatto al 5/6 % al posto del 3 % ? (significa ridurre del 50% il consumo).

Se consumi 1000 lt all’anno di olio lubrorefrigerante, ti rendi conto che ne stai buttando almeno 1250 €? (considerato un costo di 2,50 €/lt del prodotto che è molto basso).

Significa come minimo raddoppiare il consumo del prodotto.

Sai anche che l’attrito generato da un’emulsione di scarsa qualità aumenta anche il consumo energetico?

Il prodotto minerale low cost rende necessaria una sostituzione più repentina dei filtri delle cappe di aspirazione.

Alla fine …. È una scelta SBAGLIATA sotto ogni punto di vista. Con un prodotto “migliore” si risparmiano anche soldi e si guadagna in sicurezza.

Con il prodotto “commerciale” hai bassi costi diretti, ma altissimi costi indiretti compreso quello della salute che è “inestimabile”.

Considerati tutti i fattori in un’azienda di medie dimensioni (dove viene utilizzato un prodotto minerale e di scarsa qualità), si possono risparmiare circa 5000 € di costi indiretti.

I numeri che ho riportato sono esemplificativi.

 

Dal punto di vista tecnico esistono altri due fattori importanti.

La visibilità della lavorazione:

Sempre parlando di olio intero, la visibilità garantita da un olio sintetico vegetale, è un altro pianeta. Completamente. Come puoi vedere dalla foto le immagini parlano da sole.

Questo a causa delle proprietà detergenti del prodotto (che non impasteranno più la macchina, riducendo anche la frequenza della manutenzione).

Il punto fiamma:

 

Non è infrequente, che, a seguito del surriscaldamento del macchinario, l’olio possa incendiarsi.

Questo è un problema veramente grave, capace di distruggere la tua produttività in poco tempo, mandando letteralmente “in fumo” la tua azienda.

Si può evitare tranquillamente utilizzando un prodotto con un punto fiamma molto alto >250 ° (come da nostra scheda tecnica).

Per approfondire le tematiche trattate nell’articolo, non esitare a contattarmi:

 

Saraceno Riccardo

tecnico prodotti chimici industriali

saracenozep@libero.it

tel. 335347823

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