Olio emulsionabile vegetale. Sicurezza senza compromessi per gli operatori del settore meccanico.

By | 21 dicembre 2019

I lubrorefrigeranti  sono fluidi  destinati alla lubrificazione degli utensili  da taglio, al raffreddamento e al risciacquo del  truciolo  prodotto dalla lavorazione con il fine ultimo di ridurre gli attriti e l’usura dei macchinari.

Nonostante sia possibile, ancora oggi, trovare sul mercato prodotti di vecchia o vecchissima concessione contenti boro, cloro o donatori di formaldeide, sono stati fatti dei grandi passi avanti.

La scheda di sicurezza, può fornirvi degli elementi per poter valutare, ma un campanello d’allarme importante è il prezzo del prodotto. Più è basso e più è alta la possibilità di trovarvi a che fare con un prodotto di scarsa qualità.

Negli ultimi anni stiamo osservando un forte impulso verso lo studio e la produzione di fluidi lubrorefrigeranti formulati a partire da basi rinnovabili (vegetali) anziché da basi esauribili (petrolifere e petrolchimiche). Questi infatti offrono un profilo igienico sanitario migliore rispetto ai prodotti tradizionali, garantendo comunque performance straordinarie di lubrificazione nei vari processi di lavorazione dei metalli.

Nell’intento di adeguarsi al più presto alla richiesta del mercato ho il piacere di presentarvi la nuova Linea Demetra. I prodotti sono formulati con materie prime provenienti da fonti rinnovabili e biodegradabili.

L’utilizzo di esteri di derivazione naturale e chimicamente modificati sono il cuore della linea Demetra. La polarità delle molecole di estere (alcool grasso + acido grasso) assicurano un’ottimale distribuzione del film lubrificante sulla superficie del pezzo in lavorazione.

Gli oli della linea Demetra assicurano una maggiore stabilità all’ossidazione rispetto agli oli vegetali tradizionali e a quelli insaturi, dispongono di un elevato potere lubrificante e hanno una biodegradabilità superiore al 90%. Il loro impiego garantisce poi una completa rinnovabilità, un elevato punto di infiammabilità, assenza di olio minerale e quindi anche di tracce di idrocarburi policiclici aromatici.

GLI AGENTI CHIMICI FONTE DI RISCHIO:

  • IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), classe di composti considerata il principale fattore di rischio legato all’uso degli olii lubro-refrigenranti in quanto cancerogeni. Gli olii a blanda raffinazione, cioè trattati con acido e argilla o sottoposti ad un trattamento moderato con idrogeno, sono caratterizzati da un’elevata concentrazione di IPA; scarse concentrazioni di IPA sono contenute solo negli olii altamente raffinati, cioè sottoposti ad un’estrazione con solvente e/o ad un trattamento con idrogeno o acido solforico (fumante). Va tuttavia sottolineato che per gli olii che contengono in partenza anche piccole percentuali di IPA è possibile, con l’uso, un incremento della loro concentrazione. Esistono test analitici di tipo chimico per evidenziare il possibile contenuto in IPA.

Sempre sugli IPA vorrei sottoporre alla tua attenzione 2 pubblicazioni che sicuramente, se stai leggendo questo articolo, ti possono interessare.

LEGGI ARTICOLO MINISTERO DELLA SALUTE

CITO : “Gli IPA sono un gruppo di sostanze tra le quali diverse sono risultate dotate di attività cancerogena/
mutagena. In particolare possono provocare tumori cutanei per contatto e tumori polmonari per
via respiratoria. Essendo una classe di composti contenenti agenti cancerogeni si raccomanda di
mantenere il livello di concentrazione il più basso possibile.”

 

LEGGI ARTICOLO ARPA

L’ESPOSIZIONE PROLUNGATA CON OLIO EMULSIONABILE MINERALE PUO’ PROVOCARE:


Dermatiti, acne, asma, irritazione delle vie aere superiori e diversi tipo di cancro sono stati associati con l’esposizione ad olii lubrorefrigeranti MINERALI. La gravità della malattia è relazionata a diversi fattori, ad esempio il tipo di fluido, il grado di contaminazione, la durata e il livello dell’esposizione.

Il contatto cutaneo può realizzarsi nel caso in cui il lavoratore, non indossando DPI, immerge le dita nel fluido, prende pezzi bagnati o tocca parti di macchine o attrezzi sporchi. Importanti possono essere anche gli schizzi. Tuttavia anche abiti contaminati, scarsa igiene personale, uso di concentrazioni superiori a quelle raccomandate, elevata alcalinità che rimuove i grassi della pelle, contatto prolungato, lavaggio delle mani con saponi abrasivi o acqua troppo fredda o calda possono contribuire allo sviluppo di problemi della pelle. Come conseguenza dell’assorbimento cutaneo sono stati evidenziati sia la dermatite che l’acne: secondo uno studio del NIOSH [NIOSH, 1998] fino al 67% dei lavoratori esposti possono essere colpiti da dermatite da contatto. Persone che lavorano con olii emulsionabili sono maggiormente esposti a rischio di dermatite mentre all’acne sono associati gli olii di base.

 

I disturbi respiratori comprendono sintomi vari tra cui anche irritazioni acute delle vie respiratorie, asma, bronchiti croniche, ecc.. In questo caso va sottolineato che molti componenti possono indurre asma e che, in generale, possono comportare l’aggravamento di situazioni preesistenti.

Molti studi hanno messo in evidenza un legame tra lavorazioni effettuate in presenza di olii lubrorefrigeranti e cancro del retto, pancreas, laringe, pelle e vescica, manifestatosi anche dopo decadi. Tuttavia va sottolineato che la concentrazione in aria di composti pericolosi è diminuita rispetto a quella degli anni ‘70 e ‘80. Infatti prima del 1985 i fluidi potevano contenere nitriti, olii non raffinati, ed altri composti chimici poi eliminati per i problemi di salute connessi. In tal modo, anche se non vi sono sufficienti prove per dimostrarlo, è ragionevole supporre che il rischio di cancro è sia stato notevolmente abbassato.

Al fine di verificare l’incidenza delle malattie connesse all’uso di olii lubro-refrigenti è stata condotta un’indagine sulle malattie professionali correlate alla voce di tariffa INAIL 6240 –

DA QUESTE INFORMAZIONI POSSIAMO DEDURRE CHE L’UTILIZZO DI UN’OLIO VEGETALE PUO’ ASSOLUTAMENTE RAPPRESENTARE UNA SOLUZIONE PER LA SALUTE DEL LAVORATORE.

 

L’assenza di oli minerali permette un’elevata tollerabilità igienico-sanitaria-ambientale. Infatti se l’olio minerale presenta un Valore Limite di Esposizione (cioè la massima concentrazione consentita delle nebbie oleose nell’aria) di 5 mg di olio per m3 d’aria, con gli gli oli Demetra questo valore è nullo.

Le caratteristiche positive degli oli Demetra non sono terminate, infatti essi posseggono una viscosità superiore, un punto fiamma più alto, non hanno limite di esplosività, consentono una riduzione consumi elettrici del 4%, 7% per le lavorazioni più gravose e la riduzione del consumo degli utensili fino al 40% su lavorazioni in alluminio e dell’80% su lavorazioni in ghisa, infine sono apprezzabili per la loro ridotta schiumosità. In poche parole una scelta senza compromessi.

 

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarmi.

 

Riccardo Saraceno

Tecnico Commerciale prodotti chimici industriali

tel. 335347823 saracenoze@libero.it

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