Ci vuole sempre un detergente aggressivo per rimuovere lo sporco industriale? Ti presento i detergenti enzimatici.

By | 14 ottobre 2019

Se fai parte del mondo industriale sicuramente sarai abituato ad avere a che fare con delle problematiche legate alla pulizia nella tua azienda.

Non importa se sia un’officina, un’industria alimentare oppure una carpenteria… se vorrai mantenere vivibile e gradevole il tuo ambiente di lavoro occorrerà olio di gomito.

Fortunatamente negli ultimi anni l’ordine e la pulizia sono diventati fattori ricercati dalle aziende per fornire un’immagine adeguata ai clienti e trasmettere cura ed affidabilità.

Il tipo di sporco è però pesante e rappresenta una costante sfida. Solitamente infatti vengono utilizzati detergenti molto alcalini e “aggressivi”.

Ci sono però delle alternative, utili nel caso si stesse cercando un buon compromesso tra scheda di sicurezza a performance.

Ed è quì che arrivano i BIODETERGENTI o DETERGENTI ENZIMATICI.

 

Questi nuovi prodotti biodetergenti e controllori degli odori utilizzano enzimi di alta qualità prodotti da microrganismi. Questi microrganismi preselezionano il giusto tipo di enzima per spezzare la composizione
dello sporco, convertendolo in due sostanze: CO2 (Anidride Carbonica) e H2O (Acqua). I batteri dei Bio Cleaners continuano a lavorare per lungo tempo dopo l’applicazione, fino ad 80 ore, agendo efficacemente laddove i tradizionali detergenti chimici non arrivano, operando quindi come detergenti “di profondità”.

 

Lo sporco che cerchiamo di asportare o che genera odore è, in realtà, cibo per i nostri batteri che lo digeriscono producendo un basso livello di CO2 e H2O. L’attività enzimatica dei Bio Cleaners aiuta a rimuovere
batteri sconosciuti e potenzialmente patogeni, con altri noti e innocui, contribuendo in questo modo a salvaguardare la salute dell’uomo. Essi sono naturali, sicuri, amici dell’ambiente e utilizzano la magia della
natura per produrre risultati straordinari e la TUA SODDISFAZIONE.

 

COME LAVORANO?

Il codice genetico di un batterio è paragonabile al programma di un computer che autorizza la produzione di enzimi.
Infatti i batteri sono in grado di determinare quali tipologie di rifiuti sono presenti in un ambiente. Se il loro “programma” glielo consente essi producono gli enzimi specifici per scindere le sostanze da distruggere e trasformarle in sostanze pulite come CO2 e H2O. Per questo è importante utilizzare microrganismi che possiedano codici genetici in grado di affrontare un vasto raggio d’azione. Questa azione si svolge grazie dei piccolissimi recettori posti sulla membrana esterna dei batteri che sono sempre allertati sulle specifiche tipologie di nutrimento.

Quando questi recettori vengono in contatto con lo sporco inviano un messaggio ai cromosomi (geni) del batterio. Questo segnale innesca quindi la produzione (attraverso il DNA) di una catena amminoacida
che si trasforma in enzima.

 

 

L’enzima lascia il batterio e attacca lo sporco, la sua fonte di nutrimento, riorganizzandola in una sostanza
priva di complesso organico e in un tempo molto rapido (20.000 cicli al secondo). Gli enzimi ripetono questo processo di ristrutturazione organica dello sporco fino a quando esso non
diventa CO2 e H2O. Dunque specifici enzimi colpiscono specifici tipi di sporcizia.

 

L’ottima funzionalità dei Bio Cleaner dipende da un appropriato bilanciamento di diversi tipi di batteri che colpiscono le sostanze relative ad applicazioni specifiche.

 

Per informazioni.

 

Dott. Riccardo Saraceno

Tecnico Commerciale Prodotti Chimici Industriali

tel. 335347823

saracenozep@libero.it

Hai trovato interessante l'articolo? Condividi !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *