Detergenti per impianti CIP nell’industria alimentare. Come orientarsi?

By | 12 settembre 2018

L’impianto di Clean In Place, o Lavaggio CIP, è un sistema di pulizia automatico utilizzato per assicurare che le linee produttive siano depurate da contaminanti organici e inorganici. Sostanzialmente si realizza un ricircolo, a determinate pressioni e temperature, di liquidi e soluzioni detergenti per il risciacquo. Gli impianti CIP sono costituiti da serbatoi per i diversi liquidi impiegati, da pompe per il ricircolo dei fluidi, e da stazioni per il riscaldamento dei medesimi. Tutte le operazioni di lavaggio e risciacquo vengono gestite elettronicamente.

 

 

I processi CIP consentono la pulizia delle attrezzature produttive senza che queste debbano essere spostate o disassemblate; per questo però, l’applicazione del sistema CIP all’impianto deve essere ipotizzata fin dalla sua fase di progettazione. Nei lavaggi CIP a doppia fase, così chiamati perché si effettuano 2 passaggi di lavaggio in successione uno all’altro, i prodotti chimici normalmente utilizzati sono:

▶ soluzioni caustiche in grado di rimuovere gli strati di grassi e proteine 

▶ soluzioni acide per eliminare i depositi minerali 

 

Durante il lavaggio è necessario rispettare tutti i parametri di processo e non abbreviare mai i tempi dello stesso; in caso contrario la pulizia è da considerarsi incompleta e deve essere ripetuta. I parametri critici sono: temperatura, velocità e pressione del flusso, concentrazione delle soluzioni detergenti utilizzate, tempi di contatto tra prodotti chimici e superfici, efficacia del risciacquo finale (dimostrazione che sporcizia e reagenti chimici sono stati asportati). Il successo delle operazioni di pulizia dei serbatoi dipende da molti fattori: la pianificazione della rotazione degli stessi, le caratteristiche del sistema CIP, la forma e la lunghezza delle tubature, la possibilità di operare a caldo (scaldando serbatoi e soluzioni di lavaggio).

Ma quali prodotti impiegare?

Ricircolando una soluzione detergente, sia essa di natura acida, alcalina o sanificante, si può ottenere,
con il giusto tempo di contatto, una perfetta disincrostazione, detergenza o sanificazione.
Inoltre è sempre importante utilizzare prodotti compatibili con la metallurgia presente nel sistema.

I principali requisiti dei prodotti idonei nel C.I.P. sono:

 

• Non schiumogeni

• Risciaquabili (completamente)

• Adatti ad acque di diversa durezza

• Efficaci a bassa concentrazione

 

Saltuariamente, è diffuso imbattersi, presso impianti di mungitura, caseifici, industrie vinicole, in formulati di dubbia provenienza, volutamente trascurati, in quanto considerati “sicuri” e non in grado di creare particolari problemi.

Alcuni di questi:

  • ammoniaca

  • cloro

  • soda caustica

Ebbene è fortemente sconsigliato utilizzare questi prodotti, in quanto, sono formulati molto generici e non specifici né garantiti per questo tipo di applicazione e questo potrebbe esentare il fornitore da qualsiasi tipo di responsabilità riguardo il loro impiego.

” si ma va bene lo stesso!… ho sempre fatto così”

Sono frasi che non sono ammesse, in quanto, stiamo pur sempre parlando di industria alimentare e i prodotti impiegati e ammessi per tali applicazioni sono regolamentati dalla legge, come ad esempio la moca:

Sono definiti “materiali e oggetti a contatto con gli alimenti” (MOCA) quei materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (utensili da cucina e da tavola recipienti e contenitori, macchinari per la trasformazione degli alimenti, materiali da imballaggio etc.). Con tale termine si indicano anche i materiali ed oggetti che sono in contatto con l’acqua ad esclusione degli impianti fissi pubblici o privati di approvvigionamento idrico.

Molto importante oltretutto che tali sostanze siano a zero residuo una volta risciacquate… altrimenti tali componenti potrebbero andare a contaminare le derrate alimentari.

La titolazione (cioè la concentrazione del prodotto) potrebbe essere discontinua in prodotti poco specifici, in quanto tali prodotti non presentano nessun tipo di certificazione. Tale discontinuità potrebbe rendere “intermittenti” le performance di pulizia alimentando la proliferazione batterica durante alcuni cicli di lavaggio (non completi).

In tal senso è molto importante cercare dei prodotti certificati, e specifici per tale applicazione.

Molti dei nostri prodotti sono registrati con marchio NSF, la più grande organizzazione al mondo nel settore della verifica e certificazione dei prodotti e dei materiali destinati al contatto con alimenti e acqua potabile. Il marchio NSF, sinonimo di salute pubblica, è riconosciuto in tutto il mondo per gli elevati standard qualitativi dei prodotti da essa omologati accrescendo la fiducia dei clienti nell’acquisto del prodotto.

 

Occorre oltretutto individuare il prodotto specifico con un professionista che sappia fornire un’assistenza specializzata. Come sempre spingo i miei clienti a diffidare da forniture provenienti da rivenditori od aziende non specializzate, in quanto, completamente impossibilitate a fornire una giusta assistenza. Specialmente nei piccoli impianti, il fai da te è molto diffuso.

Ricordo che l’assistenza è completamente gratuita.

Pertanto non esitare a contattarmi per un consiglio tecnico o una consulenza personalizzata.

Disponiamo di un’ampia gamma di prodotti detergenti specifici per CIP.

 

Dott. Riccardo Saraceno

tel. 335347823

saracenozep@libero.it

 

 

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