L’olio emulsionabile puzza? Come tenere controllata la contaminazione batterica guadagnandoci salute e risparmio.

By | 19 marzo 2018

Di ogni posto, in cui siamo stati, ci ricordiamo esattamente l’odore. Non ci facciamo caso direttamente, ma ce ne accorgiamo ogni volta rimettiamo ci rimettiamo piede.

In officina, purtroppo, uno degli odori più largamente diffusi è la puzza dell’olio emulsionabile. Il cattivo odore infatti, è una spia, molto “rudimentale” ma sicuramente efficace nell’individuare una contaminazione batterica. Peccato che quando si avverta sia troppo tardi per intervenire, ed è necessario buttare via tutta l’emulsione, spendendo soldi per lo smaltimento e per il nuovo prodotto da inserire in vasca.

La contaminazione batterica è la causa di una serie virtualmente infinita di problemi, di cui, sicuramente il più grave sono i problemi fisici derivati dall’esposizione prolungata con l’emulsione “alterata”, come appunto la dermatite da contatto.

 

 

La dermatite da contatto ( di cui ho già parlato in QUESTO ARTICOLO) è una patologia invalidante, e molto diffusa, purtroppo.

Quest’ultima è causata, prevalentemente, da additivi sensibilizzanti presenti all’interno del prodotto, perlopiù adibiti a funzione antibatterica.

I donatori di formaldeide, infatti, oltre a causare un corollario di patologie abbastanza variegate, hanno lo scopo di impedire che l’olio marcisca.

Il più famigerato di tutti è sicuramente il KATHON CG.

Il Kathon è un conservante incolore ed inodore ben compatibile con vari emulsionanti e tensioattivi ha come principio attivo una miscela di metilcloroisotiazolinone e metilisotiazolinone, presente in molti dermocosmetici e prodotti di bellezza in genere e persino in prodotti per la casa.

Gli isotiazolinoni sono allergeni potenti che negli anni ’80 hanno causato una vera e propria epidemia di dermatiti allergiche da contatto ai cosmetici.

il Kathon è un biocida ad ampio spettro d’azione ed è estremamente efficace contro batteri gram negativi, gram positivi e funghi.

Ha avuto un grande utilizzo specie negli ultimi anni sia in Europa che in Usa anche se il suo uso in Europa non è consentito dalla CEE nei prodotti topici medicamentosi come additivo alimentare e nei prodotti per uso interno.

Importante: verificate nella sezione ” Composizione/informazioni sugli ingredienti” SEZ. 3  scheda di sicurezza MSDS del prodotto, che non vi sia traccia alcuna di KATHON.

Se lo trovate, beh, sbarazzatevi immediatamente di questo prodotto.

Tuttavia, dopo aver trovato un sostituto, esente da DONATORI DI FORMALDEIDE, NE’ BORO, NE’ CLORO, NE’ ZOLFO, NE’ NICHEL, occorre tenere sotto controllo la stabilità dell’emulsione, e naturalmente la contaminazione batterica.

 

Come tenere sotto controllo la contaminazione batterica?

Magari, stai pensando: un momento ! Un prodotto stabile non dovrebbe mai andare in putrescenza…. se di qualità, batteri, funghi e muffe dovrebbero stare alla larga.

Beh si, devo ammettere che in parte hai ragione, ma in ogni caso è sempre buona norma, fare un check, in quanto specialmente in certe condizioni (alta temperatura, alta concentrazione, tipo di acqua utilizzata) il rischio di contaminazione batterica si alza.

Specialmente dopo un fermo macchine importante, magari durante la stagione estiva, fare un controllo ed integrare con un antibatterico… che potrebbe evitare che si verifichi questa situazione:

 

 

 

E’ possibile misurare la contaminazione batterica con un apposito kit.  L’Easicult Combi è un sistema di analisi che viene utilizzato per effettuare la conta batterica di un determinato liquido. E’ costituito da supporti in plastica a forma di piastra, aventi un lato ricoperto di terreno di coltura (agar).per la carica batterica totale (TTC) e l’altro lato ricoperto da uno specifico agar per la determinazione dei funghi e lieviti.

 

Immergendo o inumidendo tali superfici con il liquido da esaminare e riponendo la piastra, dopo averla richiusa nel proprio contenitore, in un incubatore ad una temperatura di 27- 30°C si vedrà dopo circa 24-48 ore il proliferarsi di colonie di batteri (se presenti). Per determinare il risultato, ossia per valutare lo stato di inquinamento del liquido in esame, si confronterà la densità delle colonie sviluppatesi sulla coltura con quella indicata sulla tabella di riferimento .

 

 

Easicult Combi può essere impiegato con successo nella determinazione della carica batterica nei circuiti di raffreddamento, e nelle emulsioni lubrorefrigeranti delle macchine utensili ,permettendo, grazie alla semplicità d’uso, di avere una veloce indicazione sull’efficacia del biocida usato. Con una confezione di Easicult Combi è possibile effettuare 10 determinazioni.

 

Dal terzo scaglione in su’ è sicuramente buona norma addizionare un additivo antibatterico, ed esistono diversi prodotti, che possono aiutare a “salvare la situazione” prima che precipiti e non sia più recuperabile.

Soprattutto d’estate, la proliferazione batterica, aumenta ed è proprio in questo momento in cui non bisogna abbassare la guardia!

COSA FARE PER PREVENIRE?

Occorre soprattutto stare attenti a questi aspetti:

RIMUOVI L’OLIO GUIDE IN VASCA:

Cerca di rimuovere il deposito di olio guide, con pad assorbenti (appositi), un disoleatore, un aspiraliquidi o un disoleatore a cinghia. L’olio guide fa andare alle stelle la contaminazione batterica, quindi occorre eliminarlo. Leggi QUESTO ARTICOLO sull’argomento.

RIMUOVI I TRUCIOLI PERIODICAMENTE:

Non lasciare che il truciolo si accumuli nella vasca e rimuovilo spesso. Specialmente se il truciolo è di materiale ferroso può succede che all’interno degli interstizi si annidino dei batteri, che faranno presto andare in decomposizione il lubrorefrigerante.

Se non hai voglia (e ti capisco) di farlo manualmente ti consiglio un aspiratrucioli, di cui possiamo vedere le caratteristiche quì LEGGI ARTICOLO  nel quale troverai anche le indicazioni su come eseguire la pulizia delle vasche. Malgrado quello che possono sostenere i venditori di olio emulsionabile, è sconsigliabile, non effettuare un’accurata pulizia almeno una volta ogni 1 o 2 anni, compresa di sanificazione. Questo soprattutto se usate oli con tanta concentrazione di olio minerale (lavorazioni gravose).

NON TENERE MAI FERME LE MACCHINE:

Prova a far andare perlomeno le macchine “a vuoto” per smuovere la soluzione lubrorefrigerante. Questo aiuterà ad ossigenare la soluzione e non creare l’effetto “stagno” che tanto piace ai batteri. Specialmente se fa caldo non tenere mai le macchine ferme. Se devi chiudere l’azienda per qualche giorno, e non ne hai la possibilità, approfittane per pulire le vasche e scaricare l’emulsione. Se è possibile recuperare l’emulsione piuttosto stoccala in bidoni o cisterne, da tenere al fresco. Mi raccomando … al sole marcirebbe tutto.

AIUTATI CON DELL’ANTIBATTERICO:

A tutte le officine capita di avere 2 o 3 macchine problematiche. Capire il perchè spesso è un terno al lotto, ma solitamente sono quelle più antiche, con serbatoi modificati o con “pendenze strane”, oppure lavorano un materiale che produce una polvere più fine. Aiutati con dell’antibatterico. In commercio ne esistono diversi. Occorre aggiungerne poco per volta.

 

 

Come sempre ti invito a contattarmi per una consulenza gratuita e personalizzata.

 

Dott. Riccardo Saraceno

tel. 335347823

saracenozep@libero.it

 

 

 

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2 thoughts on “L’olio emulsionabile puzza? Come tenere controllata la contaminazione batterica guadagnandoci salute e risparmio.

  1. Marco Garavelli

    Secondo te l’Adrana Shell è un buon olio emulsionabile?

    Reply
    1. Riccardo Saraceno Post author

      Non esiste un olio buono o cattivo in generale (salvo casi specifici di prodotti di bassa qualità), ma prodotti adatti alle necessità dell’utilizzatore. Il servizio di assistenza è molto importante. Siete visitati frequentemente dal fornitore? La soluzione è stabile? Avete schiuma, incrostazioni, irritazioni cutanee? Consumo utensili? Finitura?

      Reply

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