Dermatite: mani rovinate a causa dall’esposizione prolungata agli oli emulsionabili. Cosa fare?

By | 31 gennaio 2018

Questa è la foto di un eruzione cutanea dovuta all’esposizione prolungata ad olio emulsionabile.

Il problema delle reazioni cutanee legate all’esposizione di sostanze chimiche in modo prolungato è un problema ricorrente.

  • Dermatiti: le dermatiti localizzate rappresentano il principale sintomo di questo problema. Si manifestano nella zona del corpo toccata dalla sostanza in questione, e possono essere caratterizzate dalla presenza di vescicole che si formano in seguito a un aumento della permeabilità dei vasi ematici dell’area del corpo interessata dallo sfogo. Assieme a questi segnali si può ricordare anche il prurito, che può essere un sintomo della disidrosi alle mani  e ad altre parti del corpo.
  • Desquamazioni: in alcuni casi si può parlare di vere e proprie desquamazioni della pelle nella zona venuta a contatto con il nichel. Questa situazione può essere accompagnata da episodi di bruciore. Le desquamazioni – e il conseguente inscurimento della pelle – costituiscono un sintomo di un contatto prolungato.

L’olio solitamente è il principale sospettato, ma esistono altri fattori (alcuni predisponenti) che possono aumentare la probabilità che si presenti questo tipo di problema (solventi, paste lavamani ecc.).

Oppure l’utilizzo di guanti sbagliati, come ci spiega Marco Calandra di “protetto e pulito” il portale dedicato al mondo dei DPI (dispositivi di protezione individuale):

 

Che cos’è l’olio emulsionabile? Si definisce liquido lubrorefrigerante o ‘olio da taglio’, un liquido in grado di lubrificare e/o raffreddare l’interfaccia tra il pezzo metallico lavorato e lo strumento utilizzato per modificare la forma del metallo.

Olio buono o non buono, produce una sensibilizzazione nelle persone predisposte. Gli allergeni sono individuali, quindi quello che causa irritazione ad uno può non causare irritazione ad un altro.

Detto questo, dal Gennaio 2016 sono stati inseriti a livello legislativo i donatori di formaldeide all’interno dell’elenco dei composti cancerogeni (passando da composto presunto a certo). All’interno della scheda di sicurezza di un prodotto vi è l’obbligo di riportare i donatori di formaldeide, fino ad un livello dello 0,1%, sotto tale soglia potrebbero essere presenti anche in assenza di dichiarazione.

Esistono in circolazione ancora molti prodotti che contengono queste sostanze, nonostante la legislazione, che non costringe i produttori ad eliminarle, ma semplicemente li costringe ad indicare il rischio chimico con una nomenclatura più severa (cancerogeno). I formulati più recenti si avvalgono di antibatterici non donatori di formaldeide di nuova generazione, anche perché se così non fosse un bagno durerebbe nemmeno un mese prima di fare la muffa.

Il nichel è presente invece negli oli molto ricchi di componente minerale (solitamente quelli impiegati per lavorazioni più gravose), ed è ben noto il suo potere allergenico, considerato che spesso sono note reazioni allergiche nei confronti di bigiotteria realizzata con leghe che contengono questo materiale.

Sul mercato esistono ancora molti prodotti, che non si sono adeguati alla normativa, ma credo sia fondamentale impadronirsi dei concetti chiave per poter valutare autonomamente.

Un buon atteggiamento è quello di selezionare prodotti che siano ipo-allergenici, e testarli per vederne la reazione. Considerate anche che un prodotto vecchio probabilmente conterrà sostanze più aggressive rispetto ad un formulato più recente, perché il progresso fortunatamente cerca proprio di migliorare questi tipi di aspetti. Esistono prodotti sul mercato che sono rimasti identici da più di 10 anni! Questo sicuramente non è indice di avanguardia tecnica e non vale il detto “GALLINA VECCHIA FA BUON BRODO”. 

TUTTI I PRODOTTI DA ME PROPOSTI NON CONTENGONO DONATORI DI FORMALDEIDE, NE’ BORO, NE’ CLORO, NE’ ZOLFO, NE’ NICHEL (tutti composti la cui esposizione potrebbero causare problemi di salute sia a livello dermatologico che polmonare e oculare). Esistono poi 3 consigli da portare a casa sempre come ti spiego in questo video:

Ma aspetta, non è finita, c’è un altro fattore che potrebbe sensibilizzare la cute.

Un aspetto sottovalutato infatti è l’utilizzo di paste lavamani aggressive… in barattolo. Esse causano microabrasioni e mettendo tutti le mani nello stesso barattolo, si ricrea un mezzo di propagazione di ognitipo di germe o altro patogeno.

Questa è decisamente una brutta abitudine da evitare!

Perchè utilizzi o acquisti questi prodotti? Costano poco certo, ma sai quanti problemi provocano?

– Essendo sfuso si preleva dal secchiello un sacco di prodotto, e se ne spreca in grande quntità!

– Una volta sciacquata dalle mani finisce per intasare il lavello, essendo molto densa.

– Rimanendo all’aria la pasta si secca, diventando ancora più dura e ruvida.

Non prelevare la pasta lavamani dal secchiello:

Da prediligere sempre paste lavamani in gel, con apposito dosatore, in modo da non entrare in contatto con batteri e resti biologici altrui.

I guanti in nitrile, possono servire per prevenire la dermatite, ma il loro utilizzo in una fase acuta potrebbe portare ad un peggioramento, perché le mani vengono inserite in un ambiente molto umido e poco traspirante.

Utili invece alcune creme come ZEP PARADERM o schiume come PROTEND.

Formano una barriera protettiva non oleosa o appiccicosa al tatto. Proteggono efficacemente la pelle contro gli agenti chimici come acidi, alcali, grassi, oli, inchiostri, resine, solventi ed altri prodotti irritanti che vengono generalmente usati nei vari settori lavorativi.

 

Per approfondire queste a altre tematiche contattami per una consulenza gratuita!

tel. 335347823

saracenozep@libero.it

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3 thoughts on “Dermatite: mani rovinate a causa dall’esposizione prolungata agli oli emulsionabili. Cosa fare?

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